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Il principio di continuità nella redazione del bilancio d’esercizio ed il suo rapporto con la “clausola generale”

Il precetto che impone ai redattori del bilancio di osservare il principio di continuità ricopre un ruolo cardine nella redazione del bilancio d’esercizio. L’art. 31 della IV direttiva Cee e l’art. 2423 bis c.c., stabiliscono rispettivamente che, nella redazione del bilancio d’esercizio, “Si presuppone che la società continui la propria attività” (art.31 lett. a) e che “la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività, nonché tenendo conto della funzione economica dell’elemento dell’attivo o del passivo considerato”( art. 2423-bis, comma 1, n. 1).

Il Consiglio di Stato sull'ordinanza cautelare del Tar sospensiva delle date per lo svolgimento del concorso da magistrato

Nei giorni scorsi gli aspiranti magistrati sono stati scossi dalla notizia che il Tar aveva sospeso il decreto  ministeriale che fissa lo svolgimento delle prove scritte del concorso in magistratura in tre giorni consecutivi (25-26-27 giugno 2014) ed ordinato al Ministero della Giustizia di individuare una diversa articolazione temporale delle prove. Il provvedimento veniva emanato in seguito al ricorso di un concorsista affetto da una patologia che gli impone di sottoporsi a dialisi a giorni alterni, così impedendogli di svolgere le prove concorsuali secondo le modalità stabilite dal Ministero della Giustizia.

Sui criteri per accertare la violazione del divieto di patto commissorio (Cass. n. 8957/2014)

Con la recentissima sentenza del 17 aprile 2014 n. 8957, la Corte di Cassazione ha ribadito i punti fermi che la Giurisprudenza ha posto con riguardo al divieto di patto commissorio di cui all’art. 2744 c.c.. È sanzionato con nullità il patto secondo il quale, in mancanza del pagamento di un credito nel termine prefissato, la proprietà della cosa ipotecata passa in mano al creditore.

Quattro chiacchiere...sul TRUST

Istituto di importazione dall’ordinamento britannico, il Trust viene utilizzato per traferire in maniera fiduciaria beni e diritti dal settlor al trustee, che li amministra in favore di terzi soggetti ( trust con beneficiari ) o al fine di raggiungere un certo scopo ( trust di scopo ) , in entrambi i casi secondo la volontà del settlor. Nel caso di trust con beneficiari, questi possono essere determinati preventivamente dal settlor ( trust a destinatari determinati ) oppure può essere dato al trustee un potere discrezionale di scelta o modifica dei destinatari e dei loro benefici ( trust discrezionale ). Nel caso di trust di scopo, invece, non vi è alcun beneficiario che, al termine della gestione, acquisti la proprietà del bene.

Contraffazione ed adulterazione alimentare: reato di pericolo astratto o concreto?

Rispetto al 2012, nell’anno appena trascorso  vi è stato un aumento del 34% di prodotti agroalimentari contraffatti sequestrati dal nucleo antifrodi dei carabinieri. I settori maggiormente toccati da questo fenomeno si sono rivelati quello enologico, con falso champagne e vino non conforme ai disciplinari di produzione, non tracciato ed in alcuni casi adulterato con varie sostanze non consentite. 

La responsabilità civile della Pubblica Amministrazione

Prima dell’entrata in vigore della Costituzione, il Codice Civile nulla disponeva circa la responsabilità della P.A. e quella civile dei suoi funzionari e dipendenti nei confronti dei terzi. Il problema  veniva pertanto risolto dalla giurisprudenza, la quale forniva soluzioni spesso contrastanti. Inizialmente, sulla base del presupposto dell’incapacità di volere ed agire della P.A. in quanto persona giuridica, si riteneva di poterle imputare una responsabilità solo indiretta o per fatto altrui, facendo riferimento, quindi,  al rapporto di servizio che lega la P.A. ed i suoi funzionari. La P.A.  era responsabile sulla base del rapporto di servizio che la legava alla persona fisica che concretamente aveva posto in essere la condotta dannosa.