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Sui criteri per accertare la violazione del divieto di patto commissorio (Cass. n. 8957/2014)

Con la recentissima sentenza del 17 aprile 2014 n. 8957, la Corte di Cassazione ha ribadito i punti fermi che la Giurisprudenza ha posto con riguardo al divieto di patto commissorio di cui all’art. 2744 c.c.. È sanzionato con nullità il patto secondo il quale, in mancanza del pagamento di un credito nel termine prefissato, la proprietà della cosa ipotecata passa in mano al creditore.

Quattro chiacchiere...sul TRUST

Istituto di importazione dall’ordinamento britannico, il Trust viene utilizzato per traferire in maniera fiduciaria beni e diritti dal settlor al trustee, che li amministra in favore di terzi soggetti ( trust con beneficiari ) o al fine di raggiungere un certo scopo ( trust di scopo ) , in entrambi i casi secondo la volontà del settlor. Nel caso di trust con beneficiari, questi possono essere determinati preventivamente dal settlor ( trust a destinatari determinati ) oppure può essere dato al trustee un potere discrezionale di scelta o modifica dei destinatari e dei loro benefici ( trust discrezionale ). Nel caso di trust di scopo, invece, non vi è alcun beneficiario che, al termine della gestione, acquisti la proprietà del bene.

Contraffazione ed adulterazione alimentare: reato di pericolo astratto o concreto?

Rispetto al 2012, nell’anno appena trascorso  vi è stato un aumento del 34% di prodotti agroalimentari contraffatti sequestrati dal nucleo antifrodi dei carabinieri. I settori maggiormente toccati da questo fenomeno si sono rivelati quello enologico, con falso champagne e vino non conforme ai disciplinari di produzione, non tracciato ed in alcuni casi adulterato con varie sostanze non consentite. 

La responsabilità civile della Pubblica Amministrazione

Prima dell’entrata in vigore della Costituzione, il Codice Civile nulla disponeva circa la responsabilità della P.A. e quella civile dei suoi funzionari e dipendenti nei confronti dei terzi. Il problema  veniva pertanto risolto dalla giurisprudenza, la quale forniva soluzioni spesso contrastanti. Inizialmente, sulla base del presupposto dell’incapacità di volere ed agire della P.A. in quanto persona giuridica, si riteneva di poterle imputare una responsabilità solo indiretta o per fatto altrui, facendo riferimento, quindi,  al rapporto di servizio che lega la P.A. ed i suoi funzionari. La P.A.  era responsabile sulla base del rapporto di servizio che la legava alla persona fisica che concretamente aveva posto in essere la condotta dannosa.

PRINCIPIO DI LEGALITA', ART. 7 CEDU E TENTATIVO DI RAPINA IMPROPRIA

di CRISTINA SPARACINO "Laureata in giurisprudenza nel luglio 2011, con votazione 106/110, ho compiuto negli ultimi due anni la pratica forense presso uno studio legale specializzato nella materia del diritto di famiglia. Ho conseguito il diploma presso la Scuola di Specializzazione delle Professioni Legali di Bari lo scorso ottobre 2013, e al momento continuo a studiare per il prossimo concorso in magistratura, per la preparazione del quale ho frequentato il corso tenuto dal Consigliere di Stato Francesco Caringella." L'argomento che ci si accinge ad affrontare è stato di recente oggetto di vivace dibattito giurisprudenziale. Il quesito posto all'attenzione della giurisprudenza è il seguente:  " laddove non si addivenga ad un impossessamento della cosa altrui per cause esterne ed indipendenti dalla volontà  è configurabile un'ipotesi di tentativo di rapina impropria o sarà configurabile al contrario una forma di  concorso tra le due fattispeci...

L'annuncio di lavoro imbarazzante #2

Lo scorso anno mi è capitato di leggere un cartello affisso sulla porta di uno studio di parrucchieri sito a pochi passi da casa mia, a Bari, con su scritto "CERCASI APPRENDISTA CON ESPERIENZA". Pensando di aver letto male, sono tornata indietro ed ho dovuto constatare che questa contraddizione in termini esisteva davvero e non era uno di quei post, spesso creati ad arte, che girano su Facebook.

La storia infinita del "fatto di lieve entità" di cui all'art. 73 comma 5 D.P.R. 309/1990 in tema di sostanze stupefacenti

Come precisato dalla Corte di Cassazione Sez. IV Penale nella Sentenza del 17/02/2014, n. 7363 , che applica per la prima volta la novità introdotta dal decreto legge c.d. "Svuota-carceri", la "lieve entità” per quanto riguarda la produzione, il traffico e la detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, integra ora una fattispecie autonoma di reato , e non più una circostanza attenuante .